Il Targioni
Tozzetti 1768-1779,. vol IV pagg. 16-17 "vedonsi in mezzo al
bosco due Lagoni, o Bulicani, chiamati i Lagoncelli di Travale i
quali si fanno ben distinguere anche dalla cima del poggio dove
era io, per il fetore, per il fummo bianco che tramandano, e per
il gran romore che fa l'acqua bollendo, particolarmente quando il
giorno dopo vuol piovere (...)" Tutta l'area compresa tra i
Lagoni di Travale ed il Bagno delle Galleraie era caratterizzata
da una gran quantità di manifestazioni naturali di tipo
pseudovulcanico, quali i lagoni, sapientemente descritti dal
Targioni Tozzetti, le putizze, le fumarole e piccole sorgenti
calde. Fin dall'antichità, queste manifestazioni sono state
sfruttate dall'uomo prima a fini estrattivi, come attesta nel
1540 Vannoccio Biringuccio, studioso senese, nella sua opera
"Del vetriolo et sua miniera" ci parla dei giacimenti
di vetriolo dei Lagoni di Travale e, descrivendo queste
manifestazioni afferma che "...l'acque che surgono (...) son
tutte putride terrestri et grosse, qual bullente con gran fumo e
qual senza, che certo in assai luochi dove ne (è) quantità grande paiono effetti infernali"
Il vetriolo verde, detto
anche romano o marziale, altro non è che solfato ferroso idrato,
mentre il vetriolo azzurro, detto di Cipro, è solfato di rame,
sostanza da sempre comunemente utilizzata come anticrittogamico
in agricoltura. Il primo utilizzo industriale delle risorse
chimiche dei fluidi endogeni della zona fu concepito da Paolo
Mascagni, un grande studioso che intuì nel 1779 il metodo, poi
ripreso su grande scala da Francesco del Larderel nel 1827, di
produrre acido borico dai fluidi del sottosuolo. Questo metodo
prevedeva di far evaporare l'acqua dei fluidi utilizzando il loro
stesso calore, attraverso questo meccanismo: una parte dei fluidi
veniva stoccata in grandi caldaie interrate dove il calore di di
altri fluidi faceva evaporare l'acqua in eccesso; dopo un certo
periodo di tempo, all'interno della caldaia restava solamente
l'acido borico.
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fonte
bibliografica:Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della
Toscana, Volumi I-VI, Firenze 1846 Elaborazione : Roberto
Fortini 1998
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