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"... hai mai pensato ad una vacanza al centro della campagna toscana ? ...difficilmente una località dista più di 2 ore di auto da noi..." Loc. Pievescola - 53031 CASOLE D'ELSA (Siena) ITALY - un "click!" per visualizzare un depliants a colori dell'Agriturismo Tel. / Fax :0577 96.00.71 Mob: 333 - 697.59.79 oppure 320 - 68.74.794 E-mail: info@torredoganiera.it Aut. Comune Casole d'Elsa per l' Esercizio dell'Agriturismo n. 30 del 24/12/2001 - le nostre credenziali : autorizzazioni, licenze, referenze |
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IL TERRITORIO Del territorio di Radicondoli fino al periodo tardomedioevale si sa poco o nulla; nel 1951 viene effettuato l'unico rinvenimento archeologico di una qualche consistenza di cui si abbia notizia, anche se superficiale. In prossimità della Sorgente delle Galleraie, durante dei lavori di scavo, fu rinvenuta una tomba riconducibile all'età del bronzo, con resti umani di dieci individui di varie età ed appartenenti ai due sessi, oltre che a della ceramica che, da studi effettuati nello stesso periodo della scoperta, fu ritenuta risalente all'età del bronzo. Il territorio di Radicondoli brilla peraltro per la quasi totale assenza di ritrovamenti riconducibili all'età etrusca, a differenza di altre aree progressivamente più vicine a Volterra. Ma attenzione, la quasi assenza di restituzioni non significa in automatico che l'area non era caratterizzata da insediamenti di una qualche importanza, cosa peraltro probabile a causa del posizionamento geografico della zona, che come già detto, risente della distanza sia da Volterra che dal mare. Inoltre, si deve aggiungere una notevole povertà degli insediamenti dovuta oltre a quanto sopra, anche dalla scarsa fertilità dei terreni, costituiti in gran parte da argille plioceniche che mal si prestavano a produrre ricchi raccolti. In definitiva, potrebbe esistere una relazione tra marginalità dei terreni, che avrebbero determinato l'insorgere di un'agricoltura latifondista e di sussistenza delle popolazioni residenti e la mancanza di direttrici viarie che a loro volta avrebbero inibito la creazione di un mercato, la cui esiguità avrebbe a sua volta frenato lo sviluppo di un valido sistema viario, in un perverso intreccio di relazioni causa-effetto che le moderne teorie economiche dello sviluppo hanno ben approfondito. Inoltre, serie campagne di studi hanno rilevato che le aree del territorio emergenti in negativo, cioè` per l'assenza o la scarsezza estrema dei ritrovamenti, sono caratterizzate da una franosità che potrebbe essere causa dell'occultamento di aree sepolcrali sotto spesse coltri di detriti, o concausa della mancanza di siti abitativi e quindi sepolcrali. Muovendosi verso l'età romana, le scarsissime fonti del passato ci dicono solamente che nel 205 a.C. Volterra, del cui territorio faceva parte Radicondoli, forni` assistenza alla flotta navale di Scipione e s'ipotizza che l'entrata di Volterra ed il suo territorio nell'orbita politica di Roma si stato caratterizzato da una serie di pacifiche scelte politiche. Successivamente, i rapporti di Volterra con Roma tesero a deteriorarsi in relazione al corpo di riforme agrarie varate da Roma che cozzavano violentemente con gli interessi dell'aristocrazia latifondista etrusca; la qual cosa determinò lo schieramento della città contro Silla ed il conseguente assedio da parte delle milizie romane. Espugnata la città`, dopo due anni di guerra, Volterra perse la cittadinanza romana acquisita nel 90 a.C. ed i suoi territori furono espropriati, entrando a far parte dell' "ager publicus" romano. Inizia cosi` la decadenza di Volterra, politica ed economica, che proseguirà per molti secoli, fino al medioevo. Le conseguenze saranno gravi per il territorio di Volterra, di cui Radicondoli rappresenta il suo lembo meridionale: sempre più isolato, solo nel margine orientale, che si apre verso la nascente colonia romana di Sena Julia (l'odierna Siena) sembra brillare una qualche scintilla di vitalità`, mentre il resto del territorio cadrà in una sorta di letargo dal qualche si sveglierà solo a far tempo dall'alto medioevo. Sappiamo che le manifestazioni pseudovulcaniche dei soffioni e dei lagoni erano già conosciute, tanto che furono edificate due piccole città termali, Aque Populonie e Aquas Volaternas. Per ultimo, siamo a conoscenza di una direttrice viaria che congiungeva la Val di Cecina con il Senese, attraversando l'alta valdelsa in prossimità di Radicondoli e valicando la Montagnola senese presso Rosia, fraz. del Comune di Sovicille. Ma, a parte queste notizie, la lontananza da centri di potere religioso, economico e politico, nonché` la distanza da importanti luoghi di culto, fecero si` che solamente a far tempo dal basso medioevo, grazie a fonti quali gli Statuti comunali, o la Tavola delle Possessioni ed altre fonti quasi sempre collegate a problematiche fiscali dell'epoca, si inizia ad avere un quadro generale, anche se non approfondito. Le date di Radicondoli 1161 (11 aprile) acquisto per lire 44 di alcuni beni in castelli, tra cui Radicondoli, da parte di Galgano, Vescovo di Volterra; secondo il Repetti, questa e` la prima menzione di Radicondoli, anche se indiretta (R); in realtà`, la più antica menzione sembrerebbe, anch'essa indiretta, del 1156, con il quale lo stesso Vescovo Galgano accenna alla "terra Radicondolese" a mezzo di un atto con il quale confermava privilegi alla Pieve di San Simone. 1171-1209 nuova costruzione di mura castellane 1216 stesura di un atto con il quale si attesta il dominio degli Aldobrandeschi sui Castelli di Radicondoli e di Belforte. 1221 I conti Aldobrandeschi di Sovana e di Santa Fiora pattuirono di corrispondere annualmente alla Repubblica Senese una somma pari a 25 marche d'argento, e, in caso di inadempienza, di consegnare i Castelli di Radicondoli e di Belforte. 1221 (Novembre) giuramento di fedeltà degli abitanti degli stessi castelli ai Nove Reggitori della Repubblica senese. 1230 (20 Ottobre) presa di possesso da parte di truppe senese degli stessi castelli per inottemperanza ai patti del 1221 1237 Ritorno sotto al controllo degli Aldobrandeschi dei possessi di Radicondoli e di Belforte, con l'obbligo di difesa e di non alienazione a chicchessia. 1241 Richiesta a Federico II° del totale controllo dei due Castelli, entrambi governati da ufficiali soggetti al Vicariato imperiale 1242 Divieto da parte della Repubblica Senese di nominare Rettori senza la sua autorizzazione preventiva 1244 (25 Aprile) meta` delle rendite dei due castelli viene percepita` dalla Repubblica senese **** alla morte di Federico II[ i due castelli tornano in possesso degli antichi feudatari, i Conti Aldobrandeschi, con il patto di tenerli e difenderli per conto del Comune di Siena 1259 i Sindaci di Radicondoli e di Belforte giurano fedeltà al Conte Giordano, Vicario di re Manfredi, capo ghibellino (**) 1267 ribellione di Radicondoli alla morte di Manfredi 1268 riconquista da parte di truppe senesi guidate da Provenzano Salvani 1300 richiesta di indipendenza dal Comune di Siena da parte del Comune di Radicondoli 1300 (9 Aprile) concessione della autonomia (con l'obbligo di portare ogni anno in Siena, in concomitanza con le celebrazioni della SS. Maria che si tenevano in Agosto, un cero del peso di circa 25 libbre) 1345 fondazione di un monastero femminile dell'Ordine Agostiniano (sotto l'invocazione di Santa Caterina delle Ruote 1411 Viene stilato il più antico statuto del Comune di Radicondoli 1447 Fondazione del Convento dell'Osservanza o dei Frati Minori di San Francesco, bella struttura attraversata da corridoi sui quali si affacciano le celle dei frati e che, imperniandosi su un delizioso chiostro a pianta rettangolare con arcate cieche, si sviluppa in altezza su due piani. 1554 (27 Novembre) giuramento di sottomissione del popolo di Radicondoli al Duca di Firenze, Cosimo I DESCRIZIONE DEL CENTRO ABITATO DI RADICONDOLI L'abitato di Radicondoli si estende sul poggio di San Cerbone ed è ancora circondato per buona parte dall'antico tracciato delle mura perimetrali, tutt'oggi ben leggibili, dove un tempo si aprivano tre porte; purtroppo, il tempo ce ne ha consegnata solamente una, la cosiddetta "Porta ad Olla" Sul corso principale del paese si ergono alcuni edifici che, nelle loro caratteristiche architettoniche, riflettono bene le vicende politiche che nel corso dei secoli hanno interessato il borgo di Radicondoli; nelle più antiche costruzioni si può percepire una influenza volterrana, mentre in quelle tardomedioevali e moderne si percepisce una spiccata influenza senese. Radicondoli { caratterizzata da numerose chiese e pievi, dislocate nel suo circondario. Nella cerchia muraria si possono annoverare : la Chiesa Collegiata, più volte rimaneggiata nel passato, sino ad una sua completa ristrutturazione nel 1586 - la Chiesa del Monastero di Santa Caterina della Rota, con il suo interno strutturato in stile barocco. - presso il lato sud del paese, adiacente alla Porta a Olla, era ubicata la Chiesa di San Michele; oggi l'edificio { ancora leggibile, anche se incorporato in un edificio molto più moderno. - sul lato est sorge la Chiesa del Crocifisso, datata intorno al XVII secolo. Fuori dalle mura troviamo invece il bellissimo Convento di San Francesco, del quale abbiamo già parlato, e la Chiesa del Cimitero, che nel passato si chiamava Pieve Vecchia. La pianta della chiesa è classicamente romanica, del tipo "a croce latina con transetto" La bicromia della facciata, realizzata attraverso l'utilizzo alternato di pietra e cotto, mostra di risentire di un influsso pisano. Fonte bibliografica : Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana + AA.VV. torna al Territorio ed alle Schede Città d'Arte
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