AGRITURISMO TORRE DOGANIERA
agriturismo Torre Doganiera : Arte, Natura, Cultura in Terra di Siena

"... hai mai pensato ad una vacanza nella campagna toscana ? ..."
Loc. Pievescola - 53031 CASOLE D'ELSA (siena) ITALY 
Tel. +39 (0) 577 96.00.71 Fax +39 (0) 577 96.17.49 Mob: 333 - 697.59.79
E-mail: info@torredoganiera.it 

Aut. Comune Casole d'Elsa per l' Esercizio dell'Agriturismo n. 30 del 24/12/2001

le nostre credenziali : autorizzazioni, licenze, referenze


COS'E' L’AGRITURISMO IN TOSCANA  - INTRODUZIONE

La Toscana per la sua storia, la sua orografia e la sua cultura dell’ospitalità in campagna ha saputo ben salvaguardare le architetture rurali, il suo paesaggio, la presenza dell’uomo e delle tradizioni agresti. Il successo e l’immagine della Toscana, specie a livello internazionale, poggiano su una idealizzazione delle sue specificità culturali e paesaggistiche. Le aree naturali e rurali rappresentano ancora una parte considerevole del territorio regionale: con riguardo ai soli sistemi principali (Appennino, Chianti, Valdichiana-Vald’Arbia, Valdelsa, Amiata, pianura Grossetana, Arcipelago toscano) essi ne rappresentano ben il 53%. L’agriturismo in Toscana è componente essenziale dello sviluppo dell’agricoltura e del turismo per il quale assurge sia come reddito integrativo che come valorizzazione dell’architettura e della tipicità del patrimonio agricolo esistente. L'attività agrituristica, costituisce, congiuntamente alla normativa sulle "Strade del vino di Toscana", disciplinata con la L.R. 69/96, attività saliente di quel vasto fenomeno richiamato come "sviluppo rurale". Una inte-grazione delle attività economiche negli spazi rurali che affida all'impresa agricola produttiva il "motore" di tale sviluppo. Ta-li attività rientrano appieno negli obiettivi e negli indirizzi richiamati nel Programma Regionale di Sviluppo "1998/2000". Le premesse nel seguente Piano d'Indirizzo e l'applicazione normati-va prendono a prestito i "direttori" del PRS sullo "sviluppo rurale" in Toscana: promuovere l'integrazione sociale e reddituale di varie realtà economiche negli spazi rurali, favorire l'impre-sa giovanile e la realtà femminile nella campagna, promuovere una valorizzazione delle "toscane" nella Toscana, anche e principal-mente nei comprensori ad alta vocazionalità agro - forestale, in cui l'offerta agrituristica s'integra e si completa appieno, favorire uno sviluppo "sostenibile" di tali attività con la preva-lenza dell'attività agricola ed un rispetto ambientale, consoli-dare un "federalismo" regionale riaffermando le competenze e la piena responsabilità degli enti locali secondo un riparto ed un coordinamento che favorisca, in efficienza ed in semplificazione burocratica, sia l'agro - turista che l'imprenditore agricolo. L'attività agrituristica svolge un ruolo non indifferente nella tutela del paesaggio e nel consolidamento della presenza dell'uomo in realtà rurali, considerate marginali e il più delle volte morfologicamente "ostili" per l’attiva agricola. L’agriturismo, come attività complementare a quella principalmente agricola, può svolgere un ruolo prezioso nello sviluppo del territorio rurale. Per ottenere una maggiore efficacia delle azioni di tali attività è necessario che queste siano inserite e coordinate con gli obiettivi di conoscenza e di governo del territorio, individuati nelle strategie del P.I.T. (Piano di Indirizzo Territoriale) e nelle azioni di programma elaborati a livello provinciale dai vari P.T.C. (Piani Territoriali di Coordinamento). Il patrimonio agricolo regionale, comprensivo delle sue architetture rurali, presenta un'innata vocazionalità ai fini di un crescente ed "armonioso" sviluppo dell'agriturismo, alla realizzazione di forme più evolute di valorizzazione del territorio, che si esprimono attraverso la tutela e la promozione del patrimonio delle arti minori del contado, delle tradizioni locali e del sistema "folklore" in Toscana. La crescita di un Agriturismo in Toscana, anche se in areali dove risultano dominanti la ruralità e le infrastrutture connesse al settore primario, pone alcuni problemi in termini di viabilità - mobilità delle persone, delle merci, dei servizi e delle informazioni in un territorio cadenzato prevalentemente dai tempi delle stagioni e delle lavorazioni agricole. I Piani Territoriali di Coordinamento delle Province, nella individuazione degli indirizzi in merito all'assetto normativo e programmatico delle zone con prevalente o esclusiva funzione agricola, in particolare nel sistema appenninico, non potranno non tenere conto delle ulteriori risorse portate dall’agriturismo. Si tratta di nuove risorse, non solo di natura economica ma anche di natura sociale e territoriale, che per anni sono state confinate in temi e problematiche di stretta pertinenza agricola. L’agriturismo, se ben programmato e promosso a livello provinciale, attraverso le relative infrastrutture urbane, viarie e culturali, si svilupperà ulteriormente e in modo certamente sostenibile con il territorio, accelerando il processo di crescita qualitativa e tecnologica delle produzioni agricole e tipiche della regione. Un ruolo non secondario viene svolto dall'agriturismo nel recupero e nel riuso dei fabbricati rurali, spesso degradati, che vengono nuovamente ad acquistare nuova "vivibilità" e dignità, quando nel loro restauro e recupero viene rispettata una rigorosa aderenza alle architetture rurali. Questo porta a una generale valorizzazione del territorio agricolo in quanto, oltre al recupero del fabbricato sul piano strettamente funzionale, tale intervento diventa "volano" di crescita sociale e di sviluppo di economie tradizionali quali il commercio, l'artigianato con necessità di servizi pubblici e privati, in borghi e nuclei rurali, il più delle volte dimenticati da ogni attività di pianificazione territoriale. La programmazione provinciale, integrata dalle proposte urbanistiche e dalle scelte territoriali dei Comuni, dovrà tenere conto di questa nuova crescente risorsa per uno sviluppo delle aree a maggior degrado socio - economico e di aree orografiche considerate difficili. I primi passi dell'agriturismo toscano degli anni '80 si sono ca-ratterizzati per rispondere alle esigenze di un turista prevalen-temente estero che, utilizzando gli alloggi in fattoria o nelle architetture rurali presenti nell'azienda agraria, riusciva a po-ter visitare le città d'arte, i borghi medioevali, eventualmente acquistando le produzioni tipiche della nostra collina. Il fenomeno era comunque ristretto all'area del Chianti e più precisamente alle province di Firenze e Siena. Assente in questi primi anni ogni offerta integrata di attivi-tà didattica e/o di intrattenimento nella colonica o nel borgo. Il fenomeno veniva ad esser promosso, in alcuni casi, da agenzie di intermediazione e/o Tour operator che hanno avuto lungimiranza nell'intraprendere le nuove esigenze del turismo straniero, poi diventate esigenze nazionali ed ancora oggi queste imprese svolgono un ruolo importante ai fini di una maggior utilizzazione dell'offerta agrituristica nell'arco dell'anno. L'esigenza avvertita dai più è di un ritorno in campagna, alla risco-perta delle proprie radici, agli antichi sapori ed ai contatti umani, al parlare con la gente del posto di ordinarietà e di problemi che pur "banali", in campagna favoriscono la comunicazio-ne e l'intrattenimento, ciò che le grandi città avevano in questi ultimi decenni brutalmente omogeneizzato.

A distanza di quasi trent'anni da tale prima offerta di vacanze verde in fienili e coloniche ristrutturate, l'agriturismo toscano si presenta come l'offerta regionale più completa per la dimensione del fenomeno in termini quantitativi, ma ancor più quali-tativi. Un'offerta che, favoriti da una orografia differenziata nella nostra regione, permette il soggiorno e l'intrattenimento in collina, in montagna, in prossimità della costa. Un intrattenimento di alto profilo qualitativo sia per il re-stauro operato nelle architetture rurali, che nella offerta di attività didattiche e ricreative (corsi di cucina tipica, andar per cantine lungo le "Strade del vino", corsi di ceramica artigianale, che ben s'integrano con le normali attività agricole). La Regione Toscana ha favorito il fenomeno e lo sviluppo dell'a-griturismo, ancorandolo strettamente all'azienda agricola, pur considerando le difficoltà di svolgere tale ospitalità nelle aree svantaggiate e montane. Un ancoraggio motivazionale e strutturale che ha permesso di evitare "divagazioni" dal concetto originario di agriturismo e che, negli anni, si è dimostrata la carta vincente. Agriturismo e sviluppo rurale del territorio, anche per il tra-mite di specifiche azioni di "animazione rurale". Probabilmente c'è ancora molto da fare in termini di semplificazione delle norme di accesso e di autorizzazione a svolgere tale attività, pur assicurando una aderenza alle discipline che re-golamentano l'urbanistica rurale e le norme igienico sanitarie. E' da favorire nei prossimi interventi legislativi un maggior e più stretto raccordo tra gli Enti locali (Comuni e Province), gli Enti delegati alla tutela della salute (USL - Igiene del ter-ritorio), le Aziende di Promozione turistica. I dati nazionali individuano la Toscana al primo posto per numero di aziende agrituristiche e al secondo posto come numero di posti letto. Come si può vedere dalle statistiche la Toscana rappresenta il 16,3% dell’offerta italiana come numero di aziende autorizzate e il 13,6 % come numero di posti letto. Da notare altresì che la Toscana rappresenta solo il 6,35% delle aziende che offrono il servizio di ristorazione e il 4% di quelle che offrono la possibilità di ospitare in spazi aperti. Si tratta probabilmente di un modo diverso di intendere l’agriturismo rispetto ad altre regioni italiane, che al contrario, hanno puntato allo sviluppo di un sistema di ristorazione in campagna, piuttosto che allo sviluppo di un turismo di permanenza sul territorio.

Da calcoli indiretti è possibile stimare il valore economico dell’agriturismo in Toscana in circa 120 miliardi annui. Nonostante questi lusinghieri risultati, l'agriturismo in Regione ha ancora delle potenzialità inespresse per essere protagonista di interi habitat rurali. Si tratta quindi di rivalutare appieno la moltitudine di centri minori e di borghi che per il tramite dell’agriturismo possono ritrovare nuove forme di tutela e sviluppo e di rafforzare momenti permanenti espositivi, quali i musei della civiltà contadina e/o i musei della vite e del vino, oppure l'azione di stimolo nei confronti dei privati e degli Enti locali nel recupero delle antiche tradizioni agresti, tra cui primeggia il recupero ed il sostegno dell’artigianato rurale, dai più relegato a soggetto in "via d'estinzione". L'agriturismo con i suoi "motori" di conoscenza e di stimolo alla ripresa economica può dare un utile contributo ad azioni di visita e di approfondimento anche didattico e/o culturali di più giorni e per più periodi durante l'anno, nel cuore di centri e/o architetture rurali recuperate all'uso, e uno stimolo al recupero di attività rurali in via di cessazione che la Regione ha disciplinato con la Legge Regionale n. 15 del 5 Marzo 1997.

 

fonte dati : Regione Toscana

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