| Di particolare rilievo
le due torri e delle arciere ben conservate ai lati
del portale. Molto bello anche il Palazzo
Pretorio, la cui facciata è riccamente decorata dagli
stemmi familiari dei vari Podestà che durante varie
epoche si sono alternati nel governo del borgo. |
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Altri
edifici di origine medioevale,
più o meno conservati, sono visibili lungo i due lati
della via principale che assume il nome, in una parte,
di Via Aringhieri, e di Via Casolani nell'altra
Tra gli edifici religiosi di
Casole, il più importante è quello della Collegiata
di Santa Maria, del cui nucleo originale, risalente al
1161, restano solo pochi resti, comunque visitabili in
una specie di cripta il cui accesso è posto dentro la
Chiesa stessa; in una stanza a lato della chiesa è
possibile vedere altri resti della primitiva struttura
del 1161: sono quattro capitelli rinvenuti nel 1948
sotto il pavimento della chiesa stessa durante alcuni
lavori di restauro.
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Altri interessanti
particolari, una
porta (lato destro) e delle finestre (lato sinistro)
romaniche. Nell'interno, una acquasantiera di marmo
bianco risalente, probabilmente, al XV sec. ; un fonte
battesimale del 1585; una scultura raffigurante San
Giovanni Battista, della fine del XVI sec. Sul lato
destro, una probabile opera di G.P.Pisani (Siena,
1574-1637), "Morte di S.Antonio Abate";
segue una pala in terracotta smaltata
"l'Adorazione dei Pastori", di probabile
epoca fine '400 - primi del '500. Ancora più avanti
troviamo la "Madonna con i Santi Domenico e
Bernardino", opera questa del A.Ridolfi datata
1856. Interessante la tomba pensile di Tommaso
d'Andrea, Vescovo di Pistoia dal 1283 e morto il 30
Luglio 1303, realizzata dallo scultore senese Gano di
Fazio (...-1317) nei primi anni del '300; questo
monumento funebre fu voluto dalla famiglia, originaria
di Casole d'Elsa. Tra
le opere scultoree minori, segnaliamo
sei angeli portacandele, sicuramente datati attorno al
XVII sec. Di fronte a questo monumento ne troviamo un
altro, rappresentante Beltramo del Porrina, giurista
del trecento, morto nel 1313. Tra
gli affreschi segnaliamo
una porzione residua di una più grande composizione,
rappresentante il "Giudizio Universale", di
incerta attribuzione ma sicuramente riconducibile alla
Bottega di Simone Martini. Nella cappella sul lato
sinistro dell'abside si conservano i resti di altri
affreschi rappresentanti "L'Angelo
Annunziante" e "La Vergine Annunziata"
assieme ad alcuni "Evangelisti"; l'opera,
tardogotica, è attribuita ad un maestro dei primi del
XV sec.

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Sopra l'altare maggiore ancora due
opere che ricalcano lo stesso tema, appunto
"L'Angelo Annunziante" e "La Vergine
Annunziata" opere tarde del pittore senese
Rutilio Manetti, morto nel 1639. Nel
transetto sinistro della Chiesa, ubicata sulla parete
di fondo, "La Madonna in Maestà", voluta da
Ranieri del Porrina (morto nel 1317), eletto Vescovo
di Cremona per volontà di Bonifacio VIII, e da suo
fratello Beltramo Aringhieri (morto nel 1313);
l'affresco, di ispirazione bizantina, raffigura i due
committenti inginocchiati rispettivamente alla destra
ed alla sinistra della Madonna. Concludono questa
rapida carrellata "La Conversione di San
Matteo", approssimatamente databile ad un autore
di scuola bolognese del XVII sec., "L'Immacolata
Concezione con i Santi Martino e Giuliano" di
Amos Cassioli, morto nel 1891, e una tela raffigurante
"Sant'Agostino lava i piedi a Cristo",
sempre del Rutilio Manetti. La chiesa ha subito
innumerevoli rimaneggiamenti, ultimo dei quali
l'abbattimento, avvenuto dopo la seconda guerra
mondiale, della facciata realizzata nella seconda metà
dell'800, e che ha permesso di riportare alla luce
alcune importanti tracce utili a determinare
l'evoluzione architettonica della struttura dalla sua
nascita ai nostri tempi. Interessante, nonostante
anch'esso abbia subito molte modifiche del suo aspetto
originario, un piccolo chiostro tra la Chiesa e la
Canonica; quest'ultima è la sede del locale Museo
Civico, che si articola in varie sale.
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